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| "[...] Qui c’è un mondo in ogni lieve vibrare di corda, nel minimo accenno vocale: ed è stato quel mondo – di qua e di là dell’Atlantico – con gli anni, nei ripetuti tentativi su strumenti mille volte diversi, a ridurre a una forma, a comprendere nell’arco di poche battute, un destino. [...] [...] Voce, chitarra, fisarmonica, violino trasportano, coniugandoli, il tempo risolto e insieme quel continuo frammento in cui chi li ascolta respira. Ricamano nel vuoto una via di scampo, tra antico e nuovo". (Frammenti da una lettera del grande poeta italiano Emilio Rentocchini scritta dopo l'ascolto dello spettacolo "Quartet Serenade, maggio 2002) |